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La raccolta differenziata nelle maggiori città europee

La raccolta differenziata nelle maggiori città europee

Roma, Parigi, Berlino, Vienna, Varsavia a confronto sulla gestione dei rifiuti solidi urbani.

I dati e gli scenari emersi al Meeting Internazionale sulla Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani promosso da ATIA ISWA Italia.

Parigi
Dal confronto con i dati 2014 emerge un leggero aumento della produzione di rifiuti urbani e la conferma del recupero energetico come opzione prevalente nel trattamento dei rifiuti (70%). Si registra un aumento del 5% della raccolta differenziata che passa quindi dal 13% al 18%, in parte dovuta al recupero dei rifiuti da demolizione. Il bacino di utenza è di 6.707.612 abitanti (periferia compresa), distribuiti su una superficie di 762 km quadrati. A Parigi in un anno si raccolgono complessivamente 2.891.017 tonnellate di rifiuti, con una media pro-capite di 430 kg, in linea con la media europea. Solo il 12% dei rifiuti prodotti viene sotterrato in discarica. Il sistema di raccolta è misto: 'porta a porta' per indifferenziati, vetro, carta, residui vegetali e ingombranti e cassonetti stradali riservati a vetro, imballaggi e carta. In città sono anche presenti 45 centri di smistamento. Il servizio di raccolta e trattamento rifiuti è esternalizzato dal Comune di Parigi ad aziende private all’85% e costa in media 90 euro ad abitante. La tassa sul servizio rifiuti che finanzia l’intero servizio (incluso lo spazzamento), è pari, in media, a 121 euro l’anno per abitante. Il Comune di Parigi ha un ruolo attivo e diretto nel rivendere sul mercato le materie prime seconde derivanti dalla raccolta differenziata. Parigi punta ad applicare la tariffa puntuale entro il 2025, sta inoltre concentrandosi sulla prevenzione dei rifiuti alimentari e il recupero dell’organico. 

Berlino
Berlino spicca come esempio virtuoso di affidamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti alla propria azienda 100% pubblica. Rispetto al 2014 i dati di produzione rifiuti si mantengono costanti mentre si registra un lieve calo della raccolta differenziata che passa dal 42% (2014) al 39% (2015). Berlino è una della poche Capitali a poter vantare una capacità di trattamento del 100% in impianti presenti nel proprio bacino di riferimento, soddisfacendo pienamente il principio di prossimità. Lo smaltimento in discarica è pari a zero mentre è al 39% il recupero termico dei rifiuti. Il bacino di utenza è di 3.469.849 abitanti, distribuiti su un’area di 891 km quadrati. La produzione annua di rifiuti ammonta a 1.348.000 tonnellate  con un’incidenza pro-capite di 388 kg. I costi del servizio sono completamente coperti dalla tariffa puntuale, che viene calcolata da una quota fissa e sulle frequenze degli svuotamenti stabiliti dall’ utente. I costi di raccolta e trattamento degli imballaggi non gravano sull’azienda pubblica del Comune di Berlino, ma tale servizio è svolto da aziende private selezionate con procedure di appalto pubblico competitivo. Questo sistema consente di contenere i costi medi del servizio di raccolta e trattamento rifiuti che si attesta a circa 74€ per abitante (spazzamento strade escluso).

Vienna
La città austriaca, nota per l’impianto di trattamento termico dei rifiuti, registra una significativa inversione di marcia rispetto al 2014, infatti, pur mantenendosi costanti i dati di produzione rifiuti si evidenzia un aumento della percentuale dei rifiuti destinati al recupero di materia (+15% rispetto al 2014) a discapito del recupero energetico cha passa quindi dal 75% del 2014 al 60% del 2015. La raccolta differenziata si attesta al 32% mentre solo il 18% dei rifiuti, per lo più scorie da incenerimento e inerti, vengono smaltiti in discarica. L’estensione cittadina è di 415 km quadrati per una popolazione servita di 1.731.236 abitanti. La città produce annualmente 1.078.934 tonnellate di rifiuti (601 kg pro-capite). Il sistema di raccolta è misto con raccolta domiciliare e cassonetti stradali, a cui si affiancano strutture fisse dedicate ai rifiuti ingombranti e speciali. Il  sistema di tariffazione puntuale è efficacemente attuato e calcolato sulla base del volume dei contenitori e la frequenza di svuotamento (si passa da 4,41€ per contenitore da 120 litri a 176,40€ per il cassonetto da 4.400 litri). La raccolta degli imballaggi e dei rifiuti elettronici è interamente a carico dei recuperatori che ne sostengono gli oneri economici garantendo quindi la sostenibilità dell’intero ciclo di raccolta. L’affidamento del servizio è 100% pubblico, Vienna è ampiamente 'principio di prossimità'.

Roma
Ama S.p.A. serve quotidianamente un bacino di utenza di 2.880.000 abitanti, su di un’area di 1.285 km quadrati, a fronte di una produzione annua di rifiuti di 1.738.000 tonnellate (603 kg pro capite a fronte dei 487 kg di media nazionale; incremento dovuto al particolare flusso turistico). I dati di produzione rifiuti si mantengono costanti, ma si registra un sostanziale incremento della raccolta differenziata che passa dal 38% del 2014 al 43% del 2015 e che posiziona la Capitale tra le città che più si impegnano nel recupero di materia da rifiuti nel panorama europeo. Il sistema di raccolta è in via di estensione e prevede due modelli: il 'porta a porta' offerto al 30% della popolazione e la raccolta stradale con cassonetti per il restante 70%. In entrambi i casi, comunque, la raccolta differenziata viene effettuata separando le 5 frazioni di rifiuto: organico; contenitori in vetro; carta e cartone; multi-materiale 'leggero' (contenitori in plastica e metallo); materiali non riciclabili. L’estensione del porta a porta a 5 nuovi Municipi consentirà di aumentare ancor di più la percentuale dei rifiuti da avviare alla filiera del recupero che AMA intende valorizzare attraverso la realizzazione dell’Ecodistretto: un impianto tecnologico all’avanguardia per il trattamento e recupero delle frazioni differenziate dei rifiuti dell’intera Capitale. La realizzazione dell’Ecodistretto è il primo passo che permetterà alla città di Roma di rendersi autonoma dal punto di vista impiantistico evitando quindi inutili costi di trasferimento e trattamento rifiuti in altre Regioni che incidono pesantemente sul calcolo della tariffa che si aggira a circa 162€ per abitante/anno

Varsavia
La gestione dei rifiuti nei nuovi Stati membri dell'UE è in fase rapido sviluppo al fine di rispettare la legislazione europea. La Polonia sconta una arretratezza impiantistica e un ricorso massivo alla discarica in cui vengono seppelliti ancora il 63% dei rifiuti prodotti. A Varsavia l’attuazione di una strategia per la gestione dei rifiuti è recente, è solo dal 2013, infatti, che il Comune di Varsavia ha adottato il  “Regolamento per il mantenimento della pulizia e l'ordine nella Capitale di Varsavia". Varsavia è il più grande agglomerato urbano della Polonia, l’estensione cittadina è di 517 km quadrati per una popolazione servita di quasi 2 milioni di abitanti. La città produce annualmente 517.690 tonnellate di rifiuti, un dato decisamente contenuto rispetto alla media europea. La raccolta differenziata si attesta attorno al 20%, i restanti rifiuti vengono prevalentemente trattati in impianti di selezione meccanica o di recupero biogas. L’aspetto energetico è infatti di cruciale importanza, il Comune Varsavia sta infatti promuovendo e sostenendo l’ampliamento dell’impianto di incenerimento cittadino per il recupero dell’energia elettrica e del calore, l’impianto passerà da 90.000 tonnellate a 350.000 tonnellate trattate.  L’affidamento del servizio di raccolta e trattamento avviene tramite gara pubblica ogni tre anni e per il triennio 2014-2017  è stato affidato a tre aziende diverse. 


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